ATTENZIONE!!!!
Il nuovo sito dei gc di Monza e Brianza è
http://rivoltiamonza.wordpress.com/
14 gennaio 2012
ATTENZIONE!!!!
Il nuovo sito dei gc di Monza e Brianza è
http://rivoltiamonza.wordpress.com/
17 ottobre 2010
I Giovani Comunisti e la Federazione della Sinistra di Monza erano a Roma, il 16 ottobre, con i Metalmeccanici per manifestare per i diritti, la democrazia nei luoghi di lavoro, in difesa del contratto nazionale.
In piazza abbiamo visto una grande speranza.
Abbiamo visto una milionata di lavoratori e studenti che si sono sottratti all’aura di indifferentismo degli ultimi tempi hanno riportato nel dibattito i temi veri, i veri problemi del paese: il lavoro, la crisi, l’atteggiamento parassitario di Confindustria, del padronato, del potere politico e mediatico. Qualcuno dai palazzi muove i suoi fili per lasciare che le conseguenza della crisi e delle speculazioni ricadano sui lavoratori. Un milione di persone dicono NO.
Ieri la grande Italia, l’Italia vera, il popolo si è mosso: dai lavoratori altoatesini con gli striscioni in tedesco ai metalmeccanici di Termini Imerese. Tutti i dialetti di Italia, gli “operai che votano Lega”, il popolo dei migranti insieme a gridare: <<Maroni babbeo, beccati il corteo!>>. Eppure oggi sentiamo al TG che eravamo tanti, ma che rappresentavamo solo una minoranza, violenta (?) ed estremista. A NOI CHE ABBIAMO VISTO, RISULTA DIFFICILE CREDERLO. Erano lavoratori, padri di famiglia in piazza in primo luogo per la loro famiglia, per arrivare a fine mese con dignità.
Su una cosa hanno però ragione i giornali: la gente che c’era ieri in piazza non rappresenta la “società”. Non rappresenta la società di ieri: quella del disprezzo per la politica, delle elite al potere che stanno in parlamento a difendere i propri interessi, quella dei giornali e delle televisioni di Berlusconi, quella della guerra tra poveri per tenere il proprio posto di lavoro, quella della competizione e del consumismo. Ieri in piazza si respirava aria di solidarietà, fratellanza e unità.
Già, unità: il fronte sindacale è diviso, ma i lavoratori stanno da una parte sola: dalla parte dei lavoratori, dei propri diritti, del proprio contratto. E dalla parte dei lavoratori ieri c’era solo la FIOM-CGIL, Landini, Cremaschi, Epifani. Bonanni e Angeletti parlano di solidarietà coi padroni contro la crisi. Per non dicono perché mai mentre Marchionne guadagna in un mese lo stipendio decennale di un lavoratore, gli stipendi tagliati, i licenziamenti, le casse integrazioni debbano colpire i lavoratori. Pensare alle loro argomentazioni ieri in piazza, faceva ridere.
Già si rideva perché quelle argomentazioni non convincevano più nessuno ieri. Gli operai hanno capito. E questa è la speranza più grande più grande: quegli “operai che votano Lega e PDL” sanno ora chi parla di ciance sicuritarie, di improbabili quanto inutili secessioni, di case a Montacarlo e litigi di partito. Hanno sentito le dichiarazioni di solidarietà del PD, che non ha aderito alla manifestazione: <<Siamo col disagio espresso in piazza, da coniugare in una forma nuova che concili le esigenze dei padroni con le vostre, cari operai. Purtroppo questa conciliazione, questo teorema politico, questa magica panacea non la potete capire (e nemmeno noi la capiamo bene).>> Nel frattempo Franceschini era a un convegno di Confindustria. Hanno visto, infine, quel milione di persone che c’era in piazza chi stava con loro: la Federazione della Sinistra, Vendola, la FIOM, (almeno a parole) Di pietro.
E una richiesta sembrava sorgere naturale dalla massa: non fate fronti democratici idioti per fare governi impotenti e divisi che lasceranno il mondo del lavoro nella tragica situazione in cui giace. E’ il momento dell’alternativa: le forze erano ieri in piazza. I programmi e le proposte per una nuova stagione politica sono state dette dal palco. Adesso FdS, Vendola e IdV devono capire: niente alleanze col PD e l’UDC. Serve un polo della sinistra, alternativo, anticapitalista, operaio, che faccia quel che davvero il paese necessita:
- abolizione della precarietà e riunificazioni del mondo del lavoro, oggi diviso tra mille tipologie contrattuali, ingestibili e dannose per i diritti e gli interessi dei lavoratori
- difesa del contratto e scala mobile per stipendi adeguati
- tassazione delle rendite e delle operazioni finanziarie per costituire un piccolo tesoretto annuale con cui affrontare le spese della crisi (che c’è!) e per un ingente finanziamento dei servizi pubblici: primo fra tutti l’istruzione!
- ritiro dalla guerra in Afghanistan ed eliminazione delle sue inutili spese miitari
- beni comuni e servizi (acqua, sanità, scuola) pubblici
21 settembre 2010
I Giovani Comunisti di Monza aderiscono alla
appuntamento:
Nella nostra sicura e verde Brianza la ‘ndrangheta è stata coinvolta in inchieste di riciclaggio, maxi-arresti di 60 brianzoli, ammistrazioni comunali che vacillano sotto i colpi delle inchieste sulle infiltrazioni mafiose. Le ‘ndrine sono penetrate nel sistema economico e in quello politico.
Sabato saremo a Ponteranica per dimostrare che i Brianzoli sanno e non accettano. Vogliamo offrire la nostra solidarietà a chi ha portato alla luce questi fenomeni, dall’Osservatorio Antimafia Sociale di Monza e Brianza, alle inchieste di Dario Crippa sul Giorno, fino ai processi di Walter Mapelli. Come al solito le mafie si battono con una profonda coscienza del potere raggiunto dalla criminalità e una ferma opposizione dei cittadini. Solo così faremo sì che il loro lavoro non sia stato vano.
14 settembre 2010
LA FESTA DELLA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA DI MONZA
Suonano:
Un occasione anche per fare il punto sulle condizioni della scuola, proprio a pochi giorni dall’inizio del nuovo anno scolastico, dopo i numerosi attacchi estivi della Gelmini.
14 settembre 2010
LA MONZA CHE RESISTE….
Ancora spazio per la politica, per la cultura, per i giovani, per la musica nella città-cantiere e nella città sormitorio di Mariani?
la Monza che resiste alla privatizzazione del patrimonio pubblico, storico e naturalistico, della villa e del parco:
la Monza che resiste alla reificazione, l’alienamento, l’impoverimento delle prospettive e delle speranze di noi, soprattutto giovani, cittadini del XXI secolo:
la Monza che resiste alla Mafia:
SABATO 18 ORE 21.00 LA MAFIA E’ UNA QUESTIONE DI LOTTA DI CLASSE
la Monza GGiovane:
DIBATTITO DEI GRUPPI POLITICI DELLA SINISTRA GIOVANILE BRIANZOLA
Organizzano: Giovani Comunisti
Partecipano: Collettivo Jan Palach Liceo Zucchi, Collettivo Sociale Monza, Collettivo Tien’anmen Liceo Frisi, Libera Gioventù, UDS
Non mancate alla Festa della Federazione della Sinistra (e per chi è attaccato ai vecchi nomi Festa di Liberazione o Festa di Rinascita di Monza)!!!
15 luglio 2010
ECCO CHE NE DICE IL NOSTRO RAPPRESENTANTE IN CONSIGLIO COMUNALE, VINCENZO ASCRIZZI:
Emendamento alla Deliberazione N° XXX
Oggetto: Cartolarizzazioni aree cittadine
Le Aree della ex Fossati Lamperti e della ex TPM sono universalmente ritenute di importanza strategica per uno sviluppo sostenibile e utile a tutta la collettività monzese che ne è il legittimo proprietario.
Le Amministrazioni che si sono succedute hanno sempre ricercato progetti, più o meno condivisibili, ma che esploravano soluzioni ben definite: tribunale, nuovo polo delle imprese, housing sociale.
In questi giorni ci viene proposto un atto deliberativo volto ad alienare, tramite il processo delle cartolarizzazioni, una serie di aree cittadine tra le quali le due in oggetto.
Siamo convinti che il progetto avanzato con la Società di Trasformazione Urbana (STU), avviata dalla precedente amministrazione, fosse la strada più idonea per riportare a Monza una serie di attività produttive all’insegna del lavoro vero, sicuro e pulito.
Riteniamo altresì che possano essere valutati progetti dove il mix funzionale di attività produttive e housing sociale debbano essere promossi per le aree sopra citate, come risposta all’esigenza abitativa di centinaia di nostri concittadini in difficoltà economica e sociale.
Pertanto, chiediamo con questo emendamento di stralciare le aree ex Fossati Lamperti ed ex TMP dalla delibera in oggetto, permettendo di finalizzare un indirizzo politico chiaro che non crei ipotesi di speculazione edilizia in un quartiere che attende da anni di essere riqualificato e valorizzato.
In ultimo, ma molto importante, chiediamo che per tutta la delibera valga il principio dell’identificazione degli indirizzi che sottendono la scelta delle vendite di tutte le aree proposte; riteniamo che nessuna vendita possa avvenire in mancanza di chiarezza e trasparenza rispetto agli obiettivi verso i quali verranno indirizzate le risorse pubbliche dei cittadini monzesi.
Vincenzo Ascrizzi PRC – FDS
Il tempo fugge per la giunta di CentroDestra che governa Monza e con esso se ne vanno le residue speranze che qualcosa di quello che il CentroSinistra ha fatto dal 2002 al 2007 venga salvato.
Gli ultimi regali di fine stagione al privato targati Giunta Mariani sono in ordine di dismissione:
Parco e Villa Reale, Area Fossati e Lamperti, Area TPM.
Attenzione: sono valenze diverse e anche l’esito finale può cambiare a seconda di come l’opposizione saprà muoversi nei prossimi mesi.
Per la Villa Reale va detto che noi della Federazione della Sinistra avevamo ragione. Il “Cavallo di Troia” costituito da un consorzio inutile, serviva per fare espugnare il pezzo forte della collezione cittadina. Di fatto se si continua su questa strada questa giunta regalerà un patrimonio pubblico di inestimabile valore ad un privato che potrà disporne a proprio piacimento.
Qui i margini istituzionali sono molto ristretti; occorre una vera e propria mobilitazione della parte sana di questa Città, che insieme a noi che siamo in prima linea coordini azioni di disobbedienza civile per contrastare questo scempio.
Per le aree ex industriali, strategiche per lo sviluppo del territorio, la partita è ancora aperta in consiglio comunale. Chiederemo con forza che non vengano messe sul mercato senza un indirizzo politico preciso: su questi spazi ora pubblici dovrà tornare lavoro vero e sicuro insieme ad un intervento di housing sociale che dia una casa alle oltre 600 famiglie monzesi in difficoltà economica e sociale che oggi sono lista d’attesa.
La corsa della giunta Mariani è finita, con due anni d’anticipo, chiediamo al sindaco un gesto di responsabilità e di non fare “Crepi Sansone con tutti i Filistei”.
Gli chiediamo di lasciare all’Amministrazione che verrà dopo di lui una Città degna di essere il capoluogo della Brianza e per farlo non potrà essere una Città gruviera, privata di quei beni che tutta la collettività monzese reclama giustamente come propri.
Vincenzo Ascrizzi
Capogruppo PRC – Federazione della Sinistra
16 maggio 2010
I Giovani Comunisti di Monza, dopo le elzioni di fine marzo, hanno speso le loro forze per permettere l’organizzazione dell’unica iniziaitiva studentesca che quest’anno ha risvegliato le menti e le coscenze degli studenti monzesi, aprendo una breccia nel panorama di silenzio e passività di fronte alle pessime condizioni delle scuole del nostro territorio e ai peggioramenti annunciati dalle politiche di Governo, Regione Lombardia, Provincia di Monza e Brianza. Pubblichiamo i comunicato stampa dei collettivi che ha seguito l’iniziativa.
Domenica 15 Maggio 2010
Ieri pomeriggio una cinquantina di studenti delle scuole superiori monzesi hanno dato vita a un’occasione importante di confronto e di denuncia delle condizioni delle scuole monzesi e del sistema d’istruzione del nostro paese. Sono intervenuti studenti dell’ISA, dell’Istituto Agrario di Limbiate, dell’Istituto Professionale Sant’Elia di Cantù, dei Licei Zucchi e Frisi di Monza, dell’Accademia di Brera, professori del Frisi e ricercatori della Università Statale di Milano. Gli studenti dell’ISA di Monza hanno potuto raccontare la gravità delle condizioni strutturali del proprio istituto, che da ormai trent’anni non riceve le risorse necessarie alla ristrutturazione da parte delle istituzioni competenti, prima comune di Monza e ora la nuova provincia di Allevi. Il pretesto è la promessa vaga di un cambio di locazione della scuola, che adesso a causa delle politiche di privatizzazione del patrimonio storico culturale della Villa Reale di Regione Lombardia, con l’attivo beneplacito del Comune di Monza, diviene in nome degli affari la minaccia di sfrattare la scuola senza che ancora sia elaborata un’alternativa precisa e condivisa dagli studenti. Dall’ISA, dagli istituti agrari e professionali arrivano campanelli d’allarme sul futuro di questi indirizzi scolastici che vedranno, più degli altri, tagliarsi risorse, personale docente e ATA, ma soprattutto ore di lezione con un netto peggioramento dell’offerta formativa. Gli studenti delle professionali denunciano anche la inettitudine della propria scuola alla formazione tanto culturale quanto professionalizzante, rilanciando la richiesta di una riforma,di quelle vere, quelle che costano allo stato e permettono un’estensione e un miglioramento della qualità del diritto allo studio. Nota positiva è che i bilanci di Frisi, Zucchi e ISA risultano in attivo, e anche di migliaia di euro. Purtroppo tutti questi soldi, esistenti giusto su carta, mancano quando si tratta di assicurare l’ordinaria didattica – in particolare in riferimento alle supplenze – che risulta ormai garantita in alcune scuole attraverso i contributi familiari pagati dagli studenti, mentre il ministero non eroga i fondi. Gli studenti dei collettivi hanno denunciato, sulla base della Relazione di Minoranza sul Buono Scuola, dell’ex-consigliere regionale Luciano Muhlbauer (PRC-FdS), che le politiche di Regione Lombardia erogano l’80% dei propri fondi destinati all’istruzione alla scuola privata, nonché il 71% dei fondi destinati alla “dote per la libertà di scelta” a redditi compresi tra 47.000€ e 200.000€ annui, deprimendo anche il pretesto ideologico di pari opportunità tra le classi sociali, con cui Formigoni giustificava i finanziamenti incostituzionali alla scuola privata. Le riflessioni di ieri pomeriggio hanno portato molti alle medesime conclusioni. Dietro ai finanziamenti alla scuola privata, ciellina e d’elite, dietro all’umiliazione della scuola pubblica di massa, all’aumento dei costi per le famiglie, dietro allo stesso doppio canale tra indirizzi liceali e tecnici e indirizzi professionali, trattati con pesi e misure diverse in quanto a tagli, sembra nascondersi, non una disattenzione alle esigenze della scuola, ma la precisa volontà di massificare l’ignoranza e trasformare la scuola in senso elitario. <<Perché gli ignoranti sono dei “Signorsì!” nei confronti del potere>>.
Collettivo Jan Palach – Liceo Zucchi
Collettivo Tien’anmen – Liceo Frisi
Collettivo Sociale Monza
Rappresentanze Studentesche ISA di Monza
| Hanno aderito all’iniziativa:
Retescuole Libera Gioventù FLC-CGIL CISL |
24 marzo 2010
Nella società dello spettacolo il capitale, il profitto economico, pubblicitario e politico annichiliscono la personalità, la dignità…in tv ogni giorno le donne sono trasformate in oggetti che gareggiano tra di loro per chi è più bambola, in un autosfruttamento mostruoso. E questa rappresentazione quotidianamente contagia tutte le nostre case…e noi ne siamo assuefatti e la accettiamo. Ma proviamo a concentrare in 25 le immagini più mostruose della tv, quelle in cui le donne sono grechine, bambolette, porno star della fascia protetta. Aggiungiamo una voce fuori campo che aiuti a fare ciò cui la tv ci ha disabituato: pensare.
Alla fine, se avrete anche voi una forte nausea, cogliete l’occasione per spaventarvi di fronte al potere fascinoso che la televisione esercita sul nostro modello di vita, sulle nostre idee, sulla nostra cultura.
16 marzo 2010
E a mille miglia da tutto questo ci siamo noi: i lavoratori in cassa integrazione, i metalmeccanici senza lavoro, gli impiegati precari e sempre più disoccupati, gli studenti di una scuola pubblica in rottamazione (tanto la cultura s’è detto che non serve). Ma la politica delle veline di ciò non si occupa. E ancora una volta, dopo tanti cambiamenti, siamo qua, anacronisticamente, a rivendicare un sovvertimento culturale e sociale: rigirare un mondo a testa in giù, riportando i nostri bisogni al potere e stracciando questa cultura fantoccio impostaci dai televisori in nome della cultura, quella vera e non condizionata dagli interessi dei magnati e degli arrivisti.
COMINCIAMO A PENSARE UN MONDO NUOVO E UNA CULTURA DIVERSA
6 marzo 2010
I Giovani Comunisti di Monza e Brianza denunciano con forza le irregolarità che quest’anno inficiano il regolare svolgimento delle elezioni. Dopo che le liste di Formigoni sono state escluse per inadempienze formali dalle consultazioni elettorali, ci è stato impedito – cosa inaudita – l’utilizzo dei tabelloni elettorali fino ai risultati del ricorso presentato al Tar da Formigoni. Non possiamo pertanto propagandare normalmente le numerose iniziative attraverso cui avevamo il diritto di comunicare la nostra alternativa di Lombardia alla cittadinanza.
A ciò si aggiunge l’obbrobrio giuridico ch’è l’Articolo 2 del Decreto Salva-Liste, che stabilisce che ci siano 24 ore di tempo, a partire dall’accettazione delle liste, per sanare le eventuali questioni di irregolarità formale. Una norma transitoria stabilisce inoltre che – solo ed unicamente per quanto riguarda le elezioni regionali che si terranno in Lazio e Lombardia -lo start delle 24 ore sia da intendersi non dal momento di accettazione delle liste, ma da quello di attuazione del decreto. Ma dire che “una norma interpretativa ha valore transitorio” non è come dire che “il governo fa un documento ad hoc per Formigoni e Polverini interpretando la legge con l’imparzialità di un imputato che deve sentenziare riguardo la propria colpevolezza”? E “fare una legge in modo da inficiare o determinare una sentenza giuridica” non è come dire “l’esecutivo ha esautorato il potere giudiziario?
E TUTTO CIO’ E’ PIU’ DEMOCRATICO DI UN GIRO DI ELEZIONI A CUI NON PARTECIPA CHI NON SI E’ CANDIDATO?
E c’è chi dice che senza PdL non c’è rappresentatività. Ma la rappresentatività reale e attuale non la stabiliscono le elezioni? E allora perché i decreti ci sono per il PdL, ma non per i Radicali, per La Destra e per tutti gli altri esclusi? E noi, poveri pirla, che se non rispettiamo le leggi per filo e per segno, siamo fuori?
GC MONZA E BRIANZA